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Alberto Pasini, Cammelli in riposo
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texture LA NOTTE TRICOLORE - 16 marzo 2011
 

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texture Pittura toscana alla Ricci Oddi. Collezioni a confronto - Dal 13 settembre
  La Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi resterà chiusa per lavori di allestimento a partire da lunedì 3 agosto.

Riaprirà al pubblico domenica 13 settembre in occasione della mostra Pittura toscana alla Ricci Oddi. Collezioni a confronto.

L'esposizione metterà in dialogo quaranta opere macchiaiole e postmacchiaiole di piccolo formato, costituenti un'unica collezione privata, con quelle che selezionò all'interno dello stesso ambito Giuseppe Ricci Oddi e che sono oggi conservate presso il museo che porta il suo nome.

La mostra resterà visitabile fino a domenica 2 maggio 2010 secondo gli orari 10-13 e 15-18.



Nell'immagine:

Francesco Gioli
Sole di primavera, particolare
Olio su tavola

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texture Un altro '800: bilancio sulla mostra
  Bilancio positivo per la mostra Un altro '800. Gusto e cultura in una quadreria oltrepadana, conclusasi il 25 giugno 2006 alla Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi.

A pochi minuti di passeggiata da Piazza Cavalli e dalla Cattedrale, poli della città medievale, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi (definita dal suo creatore, il collezionista Giuseppe Ricci Oddi, “un rifugio di serena tranquillità contemplativa”) offre un percorso che racconta lo sviluppo dell’arte italiana tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento attraverso opere di grande qualità.

Resosi conto dell’eccezionalità del patrimonio accumulato, prima di donare la sua raccolta alla città lo stesso Ricci Oddi affida al suo diario una domanda cruciale: non sarebbe apparso forse eccessivo dotare una città di “mediocre importanza” di una galleria degna dei maggiori centri italiani? Ai suoi occhi l’iniziativa non apparve né eccessiva né sproporzionata, doveva anzi servire a risvegliare Piacenza da un’indolenza secolare e a colmare il solco che la separava dal grande passato rispecchiato nel Palazzo Gotico, nella mole di Palazzo Farnese o negli affreschi del Duomo.

Queste parole suonano più che mai attuali, tanto che ancora oggi l’obiettivo che costituisce l’essenza fondamentale di tutte le attività realizzate dalla Ricci Oddi è proprio quello di riuscire a conseguire una crescita, artistica e culturale ma anche economica, non solo della Galleria stessa ma della città e dell’intero territorio piacentino. È in questa direzione che la Galleria ha programmato, negli ultimi anni (in particolare quelli a partire dalla sua riapertura dopo un lungo periodo di restauro conclusosi nel 2001), le proprie attività.

Ed è sempre in questa direzione che si è aperta anche la mostra Un altro ’800. Gusto e cultura in una quadreria oltrepadana, nel segno di un auspicato nuovo protagonismo per Piacenza all’interno del panorama artistico e culturale nazionale e internazionale.

Infatti, all’interno dello straordinario “contenitore culturale” che già è la Ricci Oddi, questa mostra (prima di una serie di tre dedicate tutte allo stesso tema, ovvero a raccolte simili a quella messa insieme dal nobile piacentino) ha il merito della coerenza e dell’apertura: essa, infatti, propone il confronto tra due collezioni che si integrano perfettamente e, in tal modo, fa di Piacenza e della sua Galleria un centro di studi specifico sul secondo Ottocento, ovvero un punto di riferimento ineguagliabile ed imprescindibile per chi desidera approfondire questo ambito artistico e culturale.

Se si valutano i risultati fin qui ottenuti, è possibile affermare che la strada intrapresa è probabilmente quella corretta. Infatti, grande è il rilievo che la manifestazione espositiva ha ottenuto sulla stampa (locale, nazionale e specialistica), e più che buono il bilancio a livello di feedback ricevuto dal pubblico. La conferma della possibilità, per la Ricci Oddi, di configurarsi come centro di studi specifici sull’arte ottocentesca (e di arrivare quindi in tal modo ad occupare un ruolo di rilievo nel panorama museale nazionale ed internazionale) grazie alla buona riuscita dell’iniziativa avviata, arriva proprio dai maggiori quotidiani italiani.

Un articolo apparso su La repubblica afferma: “La sensazione che si prova, ammirando oggi queste due raccolte a confronto, protagoniste di una bella mostra allestita proprio nelle sale della Galleria d’Arte Moderna di Piacenza, è quella di trovarsi di fronte al repertorio completo della ricerca estetica maturata in Italia nel corso del XIX secolo”.

A sua volta il Corriere della Sera ha messo ben in evidenza l’intento dell’iniziativa: “La mostra si colloca all’interno di un più vasto progetto che il museo piacentino [...] intende dedicare proprio al collezionismo privato, ospitando di volta in volta le raccolte d’arte simili per tematiche e periodi a quella del grande mecenate locale”. La mostra offre, in effetti, un importante contributo agli studi sulla pittura del secondo Ottocento, grazie alla promozione di alcune opere finora inedite ma che in seguito potranno essere ammirate anche in altre manifestazioni espositive dedicate ai singoli artisti (Millbank Road di Sartorio a Roma, così come Lo sciopero di Nomellini, mentre I Cantastorie e The memento di Pajetta a Vittorio Veneto e Povera Ninì di Ferraguti a Verbania).

Anche il pubblico sembra aver compreso il grande valore correlato al reale obiettivo della manifestazione, tant’è che l’affluenza in Galleria in questi ultimi mesi è stata costantemente piuttosto elevata: infatti i visitatori attirati nelle sale dalla curiosità per un’esposizione dal carattere tanto particolare sono stati quasi 8000, in netta crescita, quindi, rispetto a quelli registrati nei mesi precedenti (se si calcola che nell’intero periodo Gennaio/Novembre 2005 gli ingressi sono stati circa 4500, si può notare come nei soli sette mesi della mostra la Galleria sia già stata visitata da un numero di utenti quasi doppio rispetto ai visitatori totali di un intero anno).

Oltre l’incremento notevole di pubblico, il dato estremamente positivo da registrare riguarda il fatto che molti visitatori provengono non solo dal piacentino ma anche da numerose province limitrofe, prime fra tutte quelle lombarde ed emiliane (in particolare Milano, Pavia, Parma, Lodi, Cremona Brescia, Reggio Emilia e Bologna), ma anche quelle piemontesi (Alessandria e Torino), liguri (Genova) e venete (Verona e Venezia), nonché da alcune città del centro-sud Italia, quali ad esempio Firenze, Roma e Napoli. Questi dati servono a confermare che l’elevato valore dell’iniziativa (ben evidenziato anche dai media) ha consentito di allargare il bacino d’utenza coperto dalla Galleria, favorendo la scoperta della Ricci Oddi anche da parte di nuovi visitatori.

Nonostante questi risultati siano da considerare più che soddisfacenti, l’obiettivo per il prossimo futuro è quello di riuscire ad incrementare ulteriormente il numero di utenti della Galleria. Tale compito non è dei più semplici (considerando anche che Piacenza è, nel suo complesso, una città ancora poco turistica), ma è sicuramente realizzabile: l’intento della Ricci Oddi, come già ricordato, è infatti quello di dare vita, partendo proprio dall’attuale esposizione, ad una serie di mostre improntate alla continuità, che siano in grado di fidelizzare il pubblico e di attrarre sempre nuovi visitatori fornendo loro un centro studi altamente specializzato e di elevato valore in quanto unico nelle sue peculiarità, oltre che un luogo sociale di ritrovo in cui trascorrere piacevolmente le proprie giornate.

Tutto ciò consente di intravedere un importante rilancio, per la Galleria ma anche per Piacenza nel suo complesso, all’interno del panorama culturale e artistico nazionale e internazionale; proprio come Giuseppe Ricci Oddi già auspicava ormai quasi cent’anni fa.

Sopra:

Ezio Marzi, Nello studio (1900 - 1901)
Olio su tela, 45,5 x 30 cm

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Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi - via San Siro, 13 - 29100 Piacenza - Telefono/Fax 0523.320742

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