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Banti Cristiano |
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Biografia:
Pittore di -radici classiche- (Somaré); formatosi a Siena con il Cenci, venuto a contatto con i Macchiaioli, condusse ricerche personali con l'intento di rendere particolari effetti di luce. Non costretto dalla necessità, dipinse per sè, pago dei riconoscimenti ammirati del Fattori e del Signorini. Fu il mecenate dei suoi amici (tra i quali il Fontanesi, nel 1867), che ospitò nelle sue ville di Montorsoli o di Montemurlo (purtroppo andò dispersa la raccolta preziosa dei loro dipinti che egli aveva formato). Fu professore all'Accademia di Firenze e membro della Commissione riordinatrice degli Uffizi. Andò a Parigi nel 1861 e nel 1875, a Londra nel '79 e nell'87, ma la sua pittura non ne ebbe conseguenze. -La poesia visiva della luce diffusa, culminante in un accento solare, si accordava intimamente al sentimento poetico che la natura e la vita destavano nella sua anima, altrettanto gentile e aristocratica quanto popolaresca, ed il patetico aspetto, il carattere semplice e lussuoso a un tempo delle sue figurazioni nasce dall'incontro appunto di quella gentilezza signorile con questa naturalezza comune- (Somaré). |
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Bibliografia:
U. Matini, -C. Banti e i pittori Macchiaioli-, Firenze 1905; E. Cecchi, op. cit. 1926, pp. 39-40; E Somaré, op. cit. 1928, II, pp. 106-111; A. Cecioni, op. cit. (ed. Somaré), 1932, pp. 167-174; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, pp. 187-188; A. M. Comanducci, op. cit. 1962, p. 107; Di Genova, in -Diz. Biogr. It.- 1963, p. 759; M. Borgiotti, -L'opera di C. Banti pittore-, Prato - Firenze 1965; S. Pinto, -Mostra antologica di C. Banti-, S. Croce sull'Arno 1969; AA.VV., op. cit. Monaco 1975; G. Matteucci, -Cristiano Banti-, S. Miniato 1982; A. Borgogelli, in -II secondo '800 italiano-, Milano 1988, p. 307. |
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