Biografia:
Ebbe maestro il Bertini, a Brera. Si specializzò nel ritratto, prendendo come modello quello del Cinquecento, in particolare del bergamasco G. B. Moroni, e ottenne risultati veramente notevoli (ritratto di Verdi [1887] al Conservatorio di Milano). Nei quadri di genere si notano invece riflessi dell'arte del Cremona, nel paesaggio ricorda il Carcano. Nel 1911 fu allestita a Milano dalla Soc. per le Belle Arti una sua mostra postuma che suscitò un certo interesse; ci si accorse di essere di fronte a un artista di buone qualità, non solamente ad un abile esecutore di copie (-La cena- di Leonardo) o a un imitatore di forme altrui. |
Bibliografia:
E. Somaré, op. cit. 1928, vol. I, p. 147; G. Nicodemi, -T. Cremona e gli artisti lombardi del suo tempo-, Pavia 1938; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, p. 190 (con bibl.); S. Pagani, op. cit. 1955, pp. 312-314; A. M. Comanducci, op. cit. 1962, pp. 112-113; D. Lugli, in -Dizion. Encicl. Bolaffi-, Torino 1978, 1, p. 329 (con bibl.). |