Biografia:
Studiò a Brera, a Milano, dove a vent'anni si rivelò con un quadro storico («Dante e Frate Ilario») che ottenne il «grande premio della pittura». Dopo essere stato per qualche tempo a Roma, a Venezia e a Firenze, nel 1859 tornò nella città natale, dove insegnò pittura a Brera fino alla morte. Qui ebbe allievi, tra gli altri, il Cremona, Mosè Bianchi, il Pogliaghi, e avviò al restauro il Cavenaghi. Fu direttore del Poldi-Pezzoli e della Pinacoteca di Brera. |
Bibliografia:
L. Bénédite, op. cit. s. d., p. 424; G. Carotti, in «Illustr. Ital.», 1893, n. 49, 4 dic., pp. 371-374 e in «Emporium», marzo 1899, pp. 162-194; E. Verga, in Thieme-Becker «Kiinstler Lexicon», 1909, vol. III, pp. 500-501 (con bibl.); U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, p. 320; E. Lavagnino, op. cit. 1961, II, p. 1055; A. M. Comanducci, op. cit. 1962, pp. 171-172; voce in «Dizion. Encicl. Bolaffi», Torino 1978, I, p. 80. |