Biografia:
Studiò all'Accademia di Firenze col Fattori. Nel 1906 soggiornò a Parigi, ma senza conseguenze evidenti, se non si voglia ritenere parigino il gusto per la scena di genere impostata di preferenza nei locali che erano piaciuti a Toulouse-Lautrec. A Londra conobbe e ammirò la pittura inglese del Settecento e del primo Ottocento (Reynolds, Lawrence) cui egli si riferì specialmente nel ritratto. Trasferitosi negli Stati Uniti, vi fece fortuna; ciò gli permise di dedicarsi poi all'arte, tornato in patria, con tutta tranquillità, senza preoccupazioni di carattere economico. -È un analizzatore del vero che alla nobiltà della forma, conseguita con i mezzi più elementari, sa unire una rara e profonda elevatezza di concetti- (Servolini). Il segno è preciso, attento, ma l'oggettivazione non è mai assoluta, c'è un gusto tutto particolare per la caricatura, per il commento ironico, che ne fa un Mino Maccari avantilettera. Forse, più che dai Francesi, questo gusto gli viene da Hogarth, di cui doveva aver visto dipinti e incisioni in Inghilterra. È un illustratore di altissimo livello. |