Biografia:
Fu avviato all'arte prima da G. Bianchi, poi dal Bezzuoli e infine dal Pollastrini, che lo preparò alla composizione del quadro storico, genere nel quale esordì (1855). Nel '59, essendosi legato d'amicizia con il Signorini e avendo aderito al gruppo dei Macchiaioli, si ritirò col Sernesi a S. Marcello Pistoiese, a dipingere all'aria aperta. Poi lavorò nei pressi di Pergentina con 1'Abbati e col Lega; con quest'ultimo cercò di mettere su una galleria d'arte moderna nel palazzo Ferroni a Firenze, ma l'impresa fallì. |
Bibliografia:
T. Signorini, Caricaturisti e cari caturati al Caf Michelangelo, Firenze 1893; E. Cecchi, in «Dedalo» a. VI (1925), vol. III, pp. 658-680; E. Cecchi, op. cit. 1926, pp. 41-42, e in Encicl. Treccani, 1930, VII, p. 509; E. Somaré, op. cit. 1928, II, pp. 100-105; A Cecioni, op. cit. (Ed. Somaré) 1932, pp. 191-198; A. M. Brizio, op. cit. 1944, pp. 234 e 244; G. e G. Pischel, op. cit. 1945, pp. 350-351; M. Borgiotti, op. cit. 1946, pp. 19 e 59; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, pp. 396-397; F. Arisi, voce Borrani in «Dizionario Biografico degli Italiani», Roma 1970, XII, p. 811; P. Dini, Odoardo Borrani, Firenze 1981 (con bibl.); D. Durbé-P. Dini, Contributo a Borrani, Roma 1981 A. Borgogelli, in «Il secondo '800 italiano», Milano 1988, pp. 309-310. |