Biografia:
Non ebbe praticamente maestri, anche se frequentò per qualche tempo l'Accademia Ligustica di Genova. Le sue prime prove nel campo dell'arte furono polemiche. Aderì al movimento futurista, alla seconda ondata, quando ormai il movimento era in crisi. Ebbe però il merito di svecchiare la cultura artistica nella sua città; una funzione salutare di rottura che fece di lui, nel suo ambiente, un personaggio, un simbolo; -Bot- è nome di battaglia: B(arbieri) O(svaldo) T(erribile). In realtà fu un cuore d'oro, ma esuberante, sempre giovane e battagliero, vivace, intelligente, sensibile. Gli nocque la mancanza di una solida preparazione, sia tecnica che culturale. Nel gusto di Lorenzo Viani eseguì numerose xilografie e sfumografie, che raccolse in cartelle, secondo i soggetti (genere realistico, parodistico, grottesco). Tutta la sua vita fu un esperimento, un'evoluzione, con risultati disuguali. Forse i migliori li ottenne quando si trovò di fronte al vero, quando lo affrontò con più dimessa umiltà. Con genialità e gusto si dedicò anche alla scultura (prevalentemente ferroplastica). Partecipò a innumerevoli mostre, tra cui alla Biennale di Venezia (1930 e 1932) e alla Quadriennale di Roma. Allestì personali specialmente a Piacenza. |