Biografia:
Studiò disegno all'Istituto d'Arte di Parma; come artefice del cesello e dello sbalzo è autodidatta. Nel 1907 si trasferì a Roma, dove realizzò, preferibilmente in placchette d'oro e d'argento, piccoli capolavori di un gusto decorativo raffinatissimo (molto spesso animali) che gli attirarono oltre alle lodi di D'Annunzio, del quale diventò amico, anche quelle della critica più qualificata. |
Bibliografia:
Bibl. L. Ozzola, in «Emporium», XXXVI (1912), pp. 313-316; F. Sapori, in «Aurea Parma», 1922, p. 283; N. N., in «Encicl. Treccana:>, vol VII (1930), p. 952; R. Fantini, R. Brozzi, Parma 1955; E. Lavagnino, op. cit. 1961, II, p. 1368; G. Copertini, in «Parma per l'arte», a. XIII, f. II, maggio-agosto 1963, pp. 149-150; M. Valsecchi, Museo Renato Brozzi a Traversetolo, Parma 1975; R. Mammucari-P.E. Trastulli, op. cit. 1981, p. 124. |