Biografia:
Apprese i rudimenti dell'arte da un modesto pittore, Francesco Vason; frequentò poi l'Accademia di Venezia, allievo del Grigoletti e del Molmenti. Operò sempre a Venezia, salvo una brevissima permanenza a Parigi (1879) che non ebbe alcun influsso su di lui. Morì a trentotto anni (1887), proprio quando all'Esposizione di Venezia le sue opere ottenevano un vivo successo.
Alla Biennale veneziana del 1950 fu ordinata una mostra di opere che documentavano la sua attività dal 1873 («Lezione di anatomia») alla morte («Scuola di pittura»). |
Bibliografia:
A. S. De Kiriaki, G. Favretto, Venezia 1887; G. Sicco, G. Favretto e le sue opere, Venezia 1887; P. Molmenti, G. Favretto, Roma 1895; P. Orefice, G. Favretto, Venezia 1899; E. Cecchi, op. cit. 1926, p. 20; E. Somaré, op. cit. 1928, pp. 511-513 (con bibl.); E. Somaré, Favretto, Milano 1935 e 1943; G. Ponti, in «Stile», aprile 1941; A. M. Brizio, op. cit. 1944, pp. 256, 258; D. Valeri, G. Favretto, Venezia 1950; G. Lorenzetti, G. Favretto, in Cat. XXV Biennale, Venezia 1950; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, pp. 905-907; G. Pavanello-G. Romanelli, Venezia nell'Ottocento - Immagini e mito, cat. mostra, Milano 1983; G. Perocco-R. Trevisan, Giacomo Favretto, Torino 1986; E. Farioli, in «Il secondo '800 italiano», Milano 1988, p. 321. |