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Fontanesi Antonio |
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Biografia:
Frequentò la scuola comunale di Belle Arti a Reggio Emilia, ma non potè portare a termine gli studi perchè per bisogno dovette dedicarsi a lavori di decorazione di vario genere: prospettive architettoniche, vedute pittoresche, fiori. Nel '47 andò a Torino per partecipare volontario alla prima guerra d'indipendenza (1848).
Prima ancora che scoppiasse, fu a Genova, poi a Milano (subito dopo le Cinque Giornate). Finita la guerra, emigrò in Svizzera, prima a Lugano, poi a Ginevra, dove acquistò una certa notorietà con dipinti, acqueforti e litografie nel gusto del Calame. Dal '50 al '65 rimase a Ginevra, salvo qualche viaggio a Parigi (1855) e nel Delfinato (1858), dove si poteva incontrare con un artista al quale si sentiva particolarmente legato per affinità di interessi e di temperamento, Ravier. Nel '61 espose vari lavori a Parigi; quindi, con vivo successo, a Firenze, dove conobbe i Macchiaioli, senza subirne particolari conseguenze. Nel '65 si trasferì a Londra; qui eseguì eliografie e acqueforti. Di ritorno (1867) si stabilì a Firenze, prima nello studio di Banti, poi per proprio conto. Nel '68 fu nominato direttore dell'Accademia di Lucca, dove rimase solo un anno perchè dovette trasferirsi a Torino, titolare della cattedra di paesaggio all'Accademia Albertina. Vi rimase, amatissimo dai suoi allievi, fino al '76, quando accettò di recarsi a Tokio come insegnante di pittura in quell'Accademia di Belle Arti.
Malato di idropisia, ritornò a Torino nel '78 e riprese all'Accademia il suo posto, che mantenne fino alla morte.
Tutte le più importanti gallerie di arte moderna del mondo posseggono opere sue (centinaia sono in quella di Torino: lascito Camerana). Nel 1932 si tenne a Torino (con più di quattrocento opere) una mostra che lo confermò il maggiore tra i pittori romantici di paesaggio. Memorabile fu anche quella del 1901 allestita dalla Biennale di Venezia. |
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Bibliografia:
M. Calderini, A. Fontanesi, pittore paesista, Torino 1901; C. Carrà, A. Fontanesi, Roma 1924; M. Calderini, A. Fontanesi, pittore paesista, Torino 1925; M. Soldati, in «L'esame», 1925 e in «Encicl. Treccani», 1932, XV, pp. 648-649; E. Cecchi, op. cit. 1926, pp. 22-24; E. Somaré, op. cit. 1928, I, pp. 567-571 (con bibl.); M. Bernardi, A. Fontanesi, Milano 1933; L. Chiappino, La litografia in Torino, Torino 1939, p. 25; A. M. Brizio, op. cit. 1944, pp. 167, 223; M. Carletti, Disegni di Fontanesi, Milano 1944; G. e G. Pischel, op. cit. 1945, pp. 113-117; G. Briganti, Catalogo della Mostra di A. Fontanesi, Reggio Emilia 1949; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, pp. 954-958; C. A. Petrucci, Fontanesi e il suo tempo (Cat. Mostra di Roma, 1954), Roma 1954; L. Servolini, op. cit. 1955, p. 337; A. Dragone, Antonio Fontanesi: poesia del "vero" e struttura del paesaggio, catalogo della mostra di Tokyo e Kyoto: <,Fontanesi, Ragusa e l'arte giapponese nel primo periodo Medi», Tokyo 1977 (con bibl.); A. Dragone, Antonio Fontanesi. L'opera grafica, Torino 1979 (con bibl.); R. Maggio Serra, in «Il secondo '800 italiano», Milano 1988, pp. 321-322 (con bibl.). |
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