Biografia:
Quasi al termine degli studi letterari fu avviato all'arte da Carlo Markò. Venne presto a contatto con i Macchiaioli (la questione del dare e dell'avere in questo caso non è ancora chiarita) ma non aderì esplicitamente al gruppo. Poichè molti suoi dipinti della maturità furono, dopo la sua morte, attribuiti all'Abbati, al Borrani, al Lega, al Sernesi, per questi «furti» rimase per molto tempo quasi ignoto, tra le personalità di scarso rilievo. Merita invece la più viva attenzione per le fresche qualità del suo colore. |
Bibliografia:
L. Callari, Si. dell'arte contemporanea italiana, Roma 1909; N. N., in Thiemme-Becker, «K. L.», 1920, XIII, p. 358; U. caletti-E. Camesasca, op. cit. 1951, p. 1049; A. M. Comanducci, op. cit. 1962, pp. 821-822; G. L. Marini, in «Dizion. Encicl. Bolaffi», Torino 1974, V, p. 313. |