Biografia:
Dopo essere stato avviato all'arte dal padre, Gaetano, mediocre decoratore, studiò a Napoli con lo svizzero W. Huber e il Van Pitloo, che seguì negli studi all'aperto. Nel 1828 incominciò a pubblicare le sue impressioni litografiche eseguite durante un viaggio nel Regno delle due Sicilie, che contribuirono, con i dipinti, a creargli una fama notevole, tale che i Borboni lo nominarono pittore di cortte. |
Bibliografia:
E. Cecchi, op. cit. 1926, p. 29; E. Somaré, op. cit. 1928, Il, pp. 429-433; S. Ortolani, G. Gigante, Roma 1930 e in «Dedalo», XI (1930-31), pp. 427-525; A. Colasanti, in «Encicl. Treccani"', 1933, XVII,—p. 102; M. Limongelli, G., Gigante, Napoli 1934; A. M. Brizio, op.cit. 1944, p. 220; G. e G. Pischel, op. cit. 1945, pp. 117-120; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, pp. 1100-1102; R. Causa, op. cit. 1966, pp. 23-30; AA.VV., Campania felix - Acquarelli di G. Gigante, cat. mostra, Napoli 1983; M. Mormone, in «11 secondo '800 italiano», Milano 1988, pp. 322-323 (con bibl.). |