Biografia:
Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Modena, a vent'anni fu allievo di Augusto Rivalta e del Fattori all'Accademia di Firenze. Nel '900 andò a Parigi, con Soffici, per vedere gli Impressionisti; vi espose alla Mostra Universale una grande statua, che meritò una medaglia d'argento.
Dal 1901 in poi espose alle Biennali di Venezia. Si dedicò di preferenza alla scultura, ma dipinse anche, ottenendo riconoscimenti in entrambe le tecniche sia in Italia che all'estero. Nel '14 fu nominato insegnante aggiunto alla cattedra del Trentacoste all'Accademia di Firenze; nel '15 vinse la cattedra di scultura a Brera, dove rimase fino al '25, quando passò all'Accad. di Napoli e poi, nel '27, a quella di Firenze, dove rimase fino alla morte. Nella Biennale di Venezia del 1924 gli fu allestita una personale di 42 opere. |
Bibliografia:
V. Bucci, Mostra del pittore G. Graziosi alla Pesaro, Milano 1919; N. N., in «Encicl. Treccani», 1933, XVII, p. 782; A. Soffici, in «Arte mediterranea», luglio-agosto 1939, p. 17 e sett.-ott. 1939, pp. 2-10; R. Franchi, in <,Tempo di scuola», nov. 1941 e <,cat. della personale di G. Graziosi alla Galleria Duomo», Milano 1942; U. Ojetti, in «Corriere della Sera», 28-7-1942; R. Franchi, in «Emporium», gennaio 1942, p. 43; A. Soffici, Mostra retrospettiva di G. Graziosi alla Gall. Michelangelo, Firenze, maggio 1943; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, pp. 1204-1205; L. Servolini, op. cit. 1955, p. 401; A. Soffici-F. Messina, Giuseppe Graziosi, Firenze 1963; C. L. Ragghianti, in «Arte Moderna in Italia, 1915-1935», Firenze 1967, p. 28; G. GuandaliniR. De Grada, Grafica di Giuseppe Graziosi, Modena 1975 (con bibl.). |