Biografia:
A soli dodici anni è allievo del Morelli e del Palizzi all'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove si segnala giovanissimo. Vi rimane fino al 1873, dipingendo ritratti e quadri aneddotici che sono già capolavori. Nel '73 va a Parigi, dove lavora per la "Maison Goupil e poi per il mecenate e pittore olandese Mesdag. Il benessere economico e la nostalgia gli procurano una crisi di nervi. Torna a Napoli e rimane per quattro anni in una casa di cura. Dopo qualche tempo riprende a lavorare; riparte allora per Parigi, va anche a Londra, dove conosce celebrità e ricchezza. Nel '79 torna a Napoli e nell'83 si stabilisce a Roma, legato da un contratto con due mercanti d'arte: prima al Messinger, poi al Du Chéne, che gli mette a disposizione una villa a Frascati. Nel 1929 è nominato Accademico d'Italia. Mancini produsse moltissimo. Espose alla Biennale di Venezia fin dalla fondazione. Sue opere sono nelle raccolte pubbliche di tutto il mondo (un numero notevole è al museo dell'Aja, lascito Mesdag). Nel 1962 gli fu dedicata a Milano una importante mostra: un'altra nel 1987 nel museo di Dordrecht, in Olanda. |
Bibliografia:
L. Ozzola, in «Enzporiunz», giugno 1911, pp. 414-429: C. Guida, A. Mancini, Roma 1921; S. Itiambo, A. Alancini, Bergamo 1922: E. Cecchi. in «L 'Esame», aprile 1924; E. Sornaré. A. Mancini (Cal. della mostra al Ca~tcllo SIórzes(-o), 1\1i1ano, lebb. 1928 e in op. cit. 1928, 11. pp. 485--189: C. Lorenzetti, La <,iovine__a di A. Al., in «Rasi. Istr. Pubbl-, nov. 1930 e magi,io 1931; A. Lancillotti, A. Mancini, Roma 1931: M. Biancale. A. Alan-cini. Napoli 1932 e in «La pittura nap. dei secc. X171-X17I1-XIX», Napoli 1938; E. Lanzi, A. Mancini, Torino 1940; D. Varagnolo, A. Mancini, VCnezia 1941: A. Schettini, lata di A. Mancini, Napoli 1942; V. Guzzi, A. Mancini. Roma 1943; A. M. Brizio, op. cit. 1944, pp. 392-394; U. GalettiE. Catnesasca, op. cit. 1951, pp. 1525-1529; G. Guida, 1 ita e opere di A. Mancini, Roma 1952; F. Bellonzi-C. Lorenzetti, A. Mancini, Roma 1952; F. Bellonzi, A. Mancini, Milano 1962; R. Causa, op. cit. 1966, pp. 89-93; D. Cecchi, A. Mancini, Torino 1966; M. l'ennock, A. Mancini en .Vederland, Haarlem 1987; M. Mormone, in «Il secondo '800 italiano», Milano 1988, pp. 325-326. |