Biografia:
Studiò all'Accademia di Firenze prima col Benvenuti e il Bezzuoli, poi con il Pollastrini. Si segnalò nel 1849 con una «Risurrezione di Lazzaro», ma fu «La cacciata del Duca d'Atene», del 1854, che lo rese immediatamente fa
moso per uno dei non infrequenti scherzi della fortuna. Infatti in quel dipinto, che divenne immediatamente noto in tutta Europa, il giovane pittore non rasenta neppure le soglie dell'arte. Dipingevano buoni lavori negli stessi anni Fattori e Lega, e nessuno se ne accorgeva. |
Bibliografia:
T. Signorini, Caricaturisti e cari caturati ecc., Firenze 1883; A. Faldi, Per S. Ussi, Firenze 1902; E. Somaré, op. cit. 1928, vol. 11, pp. 128-130; N. Tarchiani, in «Encicl. Treccani», XXXIV (1937), pp. 844-845; A. M. Brizio, op. cit. 1944, p. 247; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, pp. 2487-2488; D. Martelli, op. cit. 1952, pp. 21-22. |