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texture Zandomeneghi Federico
Ragazza dal collaretto bianco
Formazione: freccia Fu avviato all'arte dal padre.
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Movimento: freccia
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Nascita: freccia Venezia, 1841
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Morte: freccia Parigi, 1917
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Opere presenti: freccia icona icona

Ragazza dal collaretto bianco

 

Biografia:

Fu avviato all'arte dal padre, scultore di tradizione accademica. Dopo aver partecipato all'impresa dei Mille (1860), si stabilì a Firenze, dove rimase cinque anni, a contatto con l'ambiente dei Macchiaioli. Nel 1874 partì ner Parigi con l'intenzione di fermarsi poche settimane; vi rimase ?nvece per quarantatrè anni, fino alla morte. A Parigi si legò subito con il gruppo degli Impressionisti, espose con loro, visse con loro, come loro. Al Salon ottenne un lusinghiero successo nel 1889. In Italia si parlava poco di lui lontano da tanto tempo. Fu la mostra del 1922 alla Galleria Pesaro che lo fece conoscere ed apprezzare. La Biennale di Venezia del 1952 gli allestì una mostra di trentadue opere; nel 1988 si tenne a Venezia, a Cà Pesaro, una memorabile mostra delle sue opere. Prima che si trasferisse in Francia, a contatto con i Macchiaioli, Zandomeneghi si era formato un suo stile, personale e valido, al quale rinunciò per rinnovarsi nell'ambiente pieno di fascino degli Impressionisti. Sono Degas e Renoir in modo particolare che influiscono sostanzialmente su di lui, che nella loro scia dipinge con gusto raffinato nature morte, interni, nudi; scene di vita parigina e qualche stupendo paesaggio. Nella sua splendida pittura c'è un accento personale; Zandò è un coloritore delizioso e semplice, memore sempre della più preziosa virtù della pittura veneta di tutti i tempi, è un compositore sciolto e articolato che sa fasciare le sue creature di una densa atmosfera tonale. Forse non gli giovò l'essere un troppo intelligente assimilatore, tanto più che per sua disgrazia venne a trovarsi a braccetto con amici come Degas e Renoir.

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Bibliografia:

D. Martelli, Gli Impressionisti, Pisa 1880; V. Pica, F. Zandomeneghi, Milano 1922; R. Giolli, Il ritorno di Zandomeneghi, in «Poligono», febbr. 1929; E. Persico, Zandomeneghi contro l'800, in «Ambrosiano», 17-12-1930; M. Sironi, in «Popolo d'Italia», 23-12-1930; E. Piceni, Zandomeneghi, Milano 1932 (2a ed. 1952); E. Somaré, Zandomeneghi, Roma 1934 e in op. cit. 1928, pp. 507-508; U. Galetti-E. Camesasca, op. cit. 1951, pp. 2577-2580; F. Wittgens, F. Zandomeneghi, in «Cat. XXVI Biennale», Venezia 1952; G. Perocco, Zandomeneghi, Bergamo 1959; M. Cinotti, Zandomeneghi, Busto Arsizio 1960; C. Maltese, op. cit. 1960, p. 229; E. Piceni, Zandomeneghi, Milano 1967; Galleria Sacerdoti, Zandomeneghi, Milano 1980; AA.VV., Zandomeneghi un veneziano a Parigi (Catal. mostra a Venezia), Milano, Mazzotta, 1988 (con bibl.) .

Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi - via San Siro, 13 - 29100 Piacenza - Telefono/Fax 0523.320742

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