Note critiche:
«Ogni quadro di Armodio mi* sembra dotato di una virtù d'aspirazione, e situato fra due tempi, fra due luoghi, in una zona dello spirito estremamente labile, dove niente è fissato per sempre. Nei corpi, nei volti, negli abiti dei suoi personaggi accanto alla precisazione «maniacale» di alcuni particolari, vi sono delle parti fluide, nebulose, che suggeriscono il passaggio fra l'etereo e il materiale. D'altra parte, tranne qualche nota acuta che si situa, stranamente, a livello delle labbra e degli occhi, il colore in cui è immerso questo universo ossessionato è in genere lattiginoso, indistinto come la natura degli esseri che lo abitano» (P. Waldberg). |