Note critiche:
Non si può negare che l'artista sia sincero nell'interpretare in una velocissima istantanea vivi frammenti di vero e che alla freschezza fluida del tocco corrisponda una emozione profonda anche se vaga (la indeterminatezza, la vaghezza non è forse proporzionale, in gran parte dei casi, proprio alla profondità?), ma gli nuoce il confronto con Ravier o con Fontanesi, che sanno dare al colore più plastica fermezza, più alta capacità di emozione. E' vero anche che Cargnel sa alle volte trovare intonazioni tutte sue, grigio-azzurre, sulle quali modula un canto breve ma appassionato. |