Note critiche:
Una replica č in collezione privata cremonese.
E un ritratto di un amico, vivo, palpitante, antiaccademico, in cui la figura non risulta prigioniera del segno ma mobile nel fluttuare morbido del colore. Il Piccio ha una sensibilitą eccezionale; percepisce l'ansimare tiepido della natura nella immensitą di un paesaggio e nel volto di un professionista. «Le sue labbra tremano di ansietą e le mani di commozione sentendo l'onnipotenza delle cose inesprimibili» (Caversazzi). |