Note critiche:
Il 1926 è l'anno della mostra, a Milano, del «Novecento». Cogni consiglia a Ricci-Oddi di non limitare la sua raccolta all'Ottocento, ma di aggiornarla e completarla con opere di Sironi, Carpi, Andreotti e Tosi. Ottimo il consiglio e felice la scelta di questo autoritratto, un'opera forte in cui la violenza della luce mira ad effetti plastici, che intendono contrapporsi al cromatismo rutilante, tutto pittorico (quando non è superficiale) di un Mancini o dei suoi epigoni milanesi, per esempio un Andreoli o un Maldarelli. Il monocromato varia sull'arancione riscaldato dalle terre bruciate, reso vigoroso dalla violenza del segno. |