Note critiche:
È un lavoro del primo periodo ginevriano; nel 1862 è finita la prima maniera; Fontanesi sta allargando i suoi orizzonti, ma non è ancora arrivato a vedere la realtà come pretesto di suggestione; le cose, «il carro, il cavallo, la barca a vela, gli alberi accuratamente contornati..., valgono ancora, pittoricamente, come dati obiettivi di realtà... cose desunte dal rigoroso studio sul vero, non più del manierismo degli inizi, ma circoscritte in una loro verità naturalistica. Poi era cominciato, specie dopo il viaggio a Parigi e anche più dopo l'incontro col Ravier, il progredir lento ma sicuro» (Bernardi, 1946).
Se Bernardi avesse saputo che il dipinto è del 1862 avrebbe tratto probabilmente conclusioni diverse: anche dopo l'incontro con Ravier, Fontanesi per un certo tempo rimane legato al vero, che però non è più pungente come quando la sua pittura non si staccava molto da quella del Calame. Secondo A. Dragone (catalogo mostra di Tokyo 1977) il dipinto potrebbe essere stato impostato almeno tre anni prima, e finito nel 1862. |