Note critiche:
Questo interessante dipinto dovrebbe essere stato eseguito dopo il viaggio a Parigi del 1910; sarebbe, secondo il Dobai, del 1916-17. Klimt rinuncia alla contaminazione dell'astratto col naturale, al gusto tutto bizantino degli ori e degli intarsi policromi, al bel segno pulito, elegante, di estrazione preraffaellita, al simbolismo fumoso e morboso; ora la tavolozza, vivace, fresca, sonora interpreta la realtà nella sua «soffice pienezza corporea» (Hoffmann). Il segno, i colori, il clima s'imparentano con quelli dei Fauves. |