Note critiche:
Fu dipinto a Livorno negli orti della Villa Aghib. «Nelle opere di questo periodo sono caratteristici certi audaci accordi di tono, crudi e stridenti, che, se possono urtare la sensibilità di coloro che sono abituati al delicato e prudente "rapportismo" macchiaiolo, non mancano tuttavia, come certe cacofonie di Strauss, di efficacia decorativa ed espressiva» (Tinti).
E' un dipinto che a prima vista riesce un po' sgradevole con tutto quel rosso del primo piano, ma poi vi si notano finezze rare, di voce sottile, come per esempio la macchia viola al centro che evapora verso l'alto o il cromatismo prezioso delle due figure accanto all'albero davanti al muro a sinistra. |