Note critiche:
Un dipinto molto simile fu esposto alla Quadriennale di Roma del 1930 (v. «Dedalo», XI, III [19301, p. 689); un altro, del 1924, è nella Galleria d'Arte Moderna di Mosca. Quando fu esposto alla Biennale di Venezia nel 1956 risultò il più bel pezzo della importante Mostra Commemorativa. E' un capolavoro in cui la sensibilità dell'artista sa trovare in un paesaggio tanto familiare accordi nuovi e preziosissimi di colore, liquide trasparenze su cui galleggiano le note più alte dei verdi teneri del prato a sinistra e la striscia sottile rosso-viola che attraversa il dipinto in basso. Le luci che toccano le case e gli alberi sono annegate nel colore, entro il quale si perde anche il segno, forte di bruni, tipico del Novecento, cui Tosi aderisce senza rinunciare alla propria personale visione, ma traendo frutto dalle interpretazioni bloccate, sintetiche, di Sironi, che lo aiutano a staccarsi completamente dalla pittura lombarda di tradizione, ricca di colore ma in genere analitica e dispersiva. |