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texture Bruzzi Stefano
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Formazione: freccia
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Movimento: freccia
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Nascita: freccia Piacenza, 1835
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Morte: freccia Piacenza, 1911
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Opere presenti: freccia icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona icona

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Biografia:

Terminati gli studi umanistici a Piacenza, nel 1854 si recò a Roma per studiare con Aless. Castelli, che l'avviò a uno studio attento del vero (figura e paesaggio). In sostanza crebbe lontano dalle scuole, dedicandosi a studi di costume, prevalentemente all'acquarello, nei dintorni di Roma: ad Albano, all'Ariccia, a Nettuno, a Tivoli, a Frascati. Gli era compagno in quegli anni (1855-57) Nino Costa. Dopo una breve attività a Bologna (1860-62) e a Milano (1862-63) ritornò a Piacenza. Innamorato del suo Appennino, pur essendosi trasferito con la famiglia (nel 1864) a Firenze, durante l'estate dimorò sempre nella villa paterna di Roncolo di Groppallo. Nel 1896 accettò l'incarico dell'insegnamento presso l'Ist. Gazzola di Piacenza, che tenne fino al 1908. -Nelle numerosissime tele, ma più ancora negli schizzi dal vero, è un osservatore che si compiace di quello che vede, che sa esprimere la natura con bastante verità, che ritiene adeguati i propri mezzi al raggiungimento del proprio fine. Non fu tormentato da fiamme di idealismi, né da manie di tecniche nuove, di espressioni più intense e più sottili. Non ebbe lo spasimo di cercare nuove penne per nuovi voli, ma quietò lo spirito nelle brame antiche come la pupilla quietò nei limitati orizzonti dell'Appennino. per questo l'arte sua appare serena, uguale, facile e limpida- (Pettorelli). Questi i meriti e i limiti, ma la -Mandra sperduta- (1881), gli studi dal vero, i finissimi disegni sono opere che rimarranno a testimoniare la schiettezza del suo sentimento, la genuina spontaneità della sua arte, assente invece in parecchie –egloghe- eseguite in studio: abilissime, piacevoli, ma fredde e di maniera. In certi quadri di paese con figure (di solito di piccole dimensioni) si dimostra non insensibile al macchiaiolismo, ma in sostanza, pur vivendo a Firenze negli anni buoni del –gruppo-, egli se ne stette in disparte, con gli –accademici-, suscitando di straforo l'ironia di Diego Martelli.

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Bibliografia:

Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi - via San Siro, 13 - 29100 Piacenza - Telefono/Fax 0523.320742

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