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A. Bocchi, La colazione del mattino
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texture allestimenti della Galleria - anni 1950/80
Sala C negli anni '50/'80
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pianta della galleria
freccia Sala C negli anni '50/'80

Durante il corso degli anni il criterio di allestimento rimane lo stesso dell’esposizione originaria: le opere sono ripartite nelle sale secondo un criterio regionalistico, ad eccezione di alcune sale monografiche.

Vengono allestite le ultime due sale della galleria, dedicate, rispettivamente, una al pittore piacentino Bruzzi (documentata a partire dal 1942), l’altra agli artisti contemporanei (documentata a partire dal 1963).

A partire dal 1942, la sala dedicata a Mancini e quella dedicata a Fontanesi risultano scambiate rispetto all’allestimento originario.  Infatti troviamo Fontanesi nella sala 4 e nella sala 5 (in quest’ultima sala si conservano le opere in bianco e nero del pittore reggiano), mentre Mancini è ospitato nella sala 10 unitamente ai pastelli di Casciaro, che vengono trasferiti dall’angusto andito dove si trovavano nel 1931. Questo cambiamento favorisce un percorso più organico perché si approda a Fontanesi subito dopo essere stati nella sala 3, dedicata agli artisti piemontesi, dove sono esposte molte opere degli allievi dell’artista reggiano. Inoltre questo scambio evita uno sconvolgimento dell’allestimento interno alle due sale, perché esse sono speculari e offrono la medesima superficie espositiva.

Il salone d’onore e il vestibolo, ancora vuoti nel 1931, vengono allestiti rispettivamente con sculture, disegni ed incisioni.

L’allestimento del 1950 rispetta maggiormente quello originale, in confronto ai successivi: le quattro antisalette che mediano l’accesso alla rotonda dalle sale circostanti vengono ancora riservate all’esposizione di opere di bianco e nero (che diminuirà drasticamente negli allestimenti successivi), e i mutamenti interni alle sale appaiono più contenuti.

L’allestimento del 1963 apporta numerose modifiche all’esposizione delle opere nelle varie sale, volte, da una parte, a migliorare il criterio regionalistico o cronologico che sta alla base dell’allestimento e, dall’altra, a collocare i numerosi acquisti e le notevoli donazioni avvenuti dopo la morte di Giuseppe Ricci Oddi.

L’esposizione delle sale diventa più fitta, perché si tende a mostrare quasi tutti i pezzi posseduti dalla galleria. Ciononostante si cerca di conservare una certa simmetria, e le opere vengono esposte prestando attenzione al loro formato e al loro soggetto (in molti casi è ancora presente la ritmica variazione di paesaggio e ritratto, che caratterizzava anche il primo allestimento).

Gli allestimenti del 1973 e del 1988 diminuiscono ulteriormente l’esposizione di opere di bianco e nero a causa della deteriorabilità dei materiali che le costituiscono; cercano di sfoltire le opere esposte e conferiscono maggiore importanza agli artisti contemporanei, dedicando loro due nuovi spazi espositivi.

L'area allestimenti è stata redatta dalla Dott.ssa Annachiara Gazzola, per approfondire l'argomento si può consultare anche la sua tesi di laurea:
"LA GALLERIA D'ARTE MODERNA RICCI ODDI DI PIACENZA: STORIA DI UNA COLLEZIONE E DEI SUOI ALLESTIMENTI MUSEALI DAL 1931 AL 2003" realizzata al CORSO DI LAUREA IN LETTERE MODERNE dell' UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PISA - FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA

Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi - via San Siro, 13 - 29100 Piacenza - Telefono/Fax 0523.320742

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